ESCURSIONE al MONTE FIOR – Sulle tracce di Emilio Lussu

Città di roccia al monte fior (2)
21 mag 18
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Parlare del Monte Fior ti riporta senza dubbio alle vicende narrate da Emilio Lussu nel famoso libro “Un Anno sull’Altopiano”.

Il Lussu fu un capitano della gloriosissima Brigata Sassari che combattè cosi eroicamente sul nostro Altopiano nel grande conflitto bellico, e particolarmente combattè nel 1917 proprio nell’acroforo del Monte Fior e Castelgomberto. Su queste vicende venne prodotto un film di Francesco Rosi recitato da Gian Maria Volontè intitolato “Uomini contro”.

Il percorso turistico di questo itinerario è davvero bellissimo e destinato ad un pubblico eterogeneo di media difficoltà. Oltre alle trincee scavate nella montagna, recentemente riportate alla situazione dell’epoca, si vedranno nell’escursione le famose “Città di roccia” formazioni stratificate calcaree di bellezzza unica. Durata del percorso circa tre ore.

L’inizio dell’escursione si raggiunge passando da Asiago verso Gallio e proseguendo verso la direzione nord che conduce alla stazione sciistica “Melette”. Proseguendo oltre si raggiunge il centro fondo Campomulo, famoso per i suoi 130 chilometri di piste da fondo, e superatolo di poche centinaia di metri si imbocca sulla sinistra una strada sterrata in buone condizioni che scavalca il monte Meletta e raggiunge, dopo circa tre chilometri, la Malga Slapeur. In questa malga, monticata a pecore da latte, si produce un ottimo pecorino che consigliamo di acquistare!

Proprio a fianco della malga inizia il percorso, facile da individuare perchè perfettamente segnato dai passi degli escursionisti, e dalle tabelle in ferro che lo arricchiscono con passi tratti dai numerosi libri di guerra, Italiani e Bosniaci che narrano di quelle tragiche giornate. Per tutti coloro che leggeranno, la reazione sarà quella di constatare come se, anche da due parti diverse e nemiche del fronte, i sentimenti fossero gli stessi di paura, disagio e sconforto nell’affrontare battaglie mortali senza conoscerne il motivo.

Monter fior

Dopo circa mezz’ora di cammino si raggiunge la selletta Caviglia, punto di partenza della bellissima trincea che raggiunge la vetta del Monte Castel Gomberto. Di qua si entra nella trincea, recentemente ripristinata e, come fosse un sentiero scavato nella roccia, ci si inerpica per una decina di minuti fino a raggiungere la cima del monte sulla quale è stato costruito un monumento commemorativo al generale Euclide Turba, che su quelle cime perse la vita in combattimento nel novembre del ’17.

Di qui il percorso prosegue ritornando a selletta Caviglia e continuando a fianco della trincea italiana che sale fino alla cima del Monte Fior. Interessante è vedere come la prima linea sulla sponda occidentale del monte sia stata collegata alle retrovie da gallerie che perforano il monte, offrendo riparo ai cambi di guardia necessari durante i combattimenti.


 

Giunti sulla vetta, una targa in ferro riporta un bellissimo episodio di “Un anno sull’Altopiano” che citiamo testualmente:

“nelle posizioni nemiche, notai un fermento insolito. Che avveniva? I battaglioni s’agitavano, urlando, salutavano. Tutta la massa come un sol uomo , si levò in piedi e un’acclamazione ci venne dalla vetta: -Hurrà!

Gli austriaci agitavano berretti e fucili verso di noi. Hurrà!

Io non mi rendevo conto di quella festa. Essa era qualcosa di piu che la gioia di una posizione conquistata, senza contrasto. Perche tanto entusiasmo?

Io mi voltai indietro e capii.

Di fronte a noi, tutta illuminata dal sole, come un immenso manto ricoperto di perle scintillanti, si stendeva la pianura veneta. Sotto, Bassano e il Brenta; e poi, piu in fondo a destra Verona, Vicenza, Treviso, Padova. In fondo, a sinistra, Venezia, Venezia!”


 

Dalla cima del Monte Fior si gode di un panorama mozzafiato e, nelle giornate limpide, si può vedere fino a Venezia e anche oltre.

Il sentiero continua sempre accompagnato da numerose targhe che riportano documenti delle vicende di guerra rendendo piu commovente il percorso. Dopo un tratto pianeggiante si raggiunge la malga Montagna Nuova. Di li il sentiero inizia gradualmente a scendere ai piedi di Monte Fior per riportarci dopo circa mezz’ora a malga Slapeur.

E’ qui che potremo osservare lo spettacolo naturale delle “Città di Roccia”, un paesaggio che ha dell’incredibile: trattasi di enormi dorsali di calcare rosso, stratigrafati dal lavoro dei millenni delle glaciazioni. Uno spettacolo assolutamente da vedere e fotografare.

Un percorso questo, di alto contenuto storico e naturalistico, che per la sua semplicità si presta per qualsiasi utenza e non necessita di particolare allenamento ma che arricchisce l’animo per la bellezza dei luoghi e induce alla riflessione per le drammatiche vicende che ne hanno segnato la storia.

BUONA CAMMINATA!